Finalmente abbiamo incontrato l’artista fotografo Julian Lops, che ha da poco esposto le foto del suo viaggio in Nepal l’8 aprile a Rivergaro.Un ragazzo pieno di energie, semplice ma profondo, lo definirei un cantastorie curioso, che osserva il mondo e ne cattura le sfumature attraverso l’obiettivo della sua reflex. E dopo la nostra chiacchierata lo vogliamo assolutamente nel nostro team per qualche progetto futuro!!

Julian parlaci di te:

Mi chiamo Domenico Lops, in arte Julian Lops e sono nato il 29 luglio 1985.

Come ti sei avvicinato alla fotografia e come è diventata la tua passione?

Con mio padre, lo accompagnavo fin da piccolo a scattare, gli taravo le macchine, gli facevo da assistente. Papà mi ha trasmesso questa e tante altre passioni come ad esempio al musica.

Cosa fai attualmente?

Reportage di matrimoni, in cui racconto la storia d’amore degli altri, cerco di cogliere le mille emozioni e sfumature del loro giorno speciale. Non do mai indicazioni, cerco di non essere invasivo, perchè vorrei che accadesse tutto con naturalezza.

Oltre a questo, studio tutt’ora, faccio esperimenti a casa la curiosità non deve mai mancare in questo mestiere!

Ti piace viaggiare? Raccontaci dei tuoi viaggi, dei più importanti, che ti hanno segnato di più.

Il primo viaggio-reportage è stato nel 2011 in Portogallo; l’ho fatto con un mio carissimo amico, siamo partiti in macchina e abbiamo girato tutto il Portogallo, facendo 9000 km per fare foto ai tramonti e alle albe. Non siamo stati volutamente nelle grandi città, ma nell’entroterra e sulla costa nei piccoli paesini per scoprire la natura, i paesaggi e le tradizioni più nascoste.

Nel 2012 siamo partiti in macchina per la Norvegia, dove ho visto uno degli spettacoli più incredibili della mia vita: l’aurora boreale! L’abbiamo tanto aspettata e quando è arrivata abbiamo scattato a raffica, e ogni tanto mi rendevo conto che bisognava staccare gli occhi dalla macchina per godersela. Mi sono davvero emozionato.

Nel 2013 sono partito alla volta del Nepal per 3 settimane, con un amico tatuatore di Parma che ha girato l’Asia. E’ stato un viaggio all’avventura, in autostop, cercando soluzioni ed alloggi economici, a volte anche senza luce, a stretto contatto con i locali. Il viaggio è comiciato a Katmandu, attraverso Bakthapur, passando per Lumbini, Chitwan e Pokara. Abbiamo fatto questo giro nelle campagne, io la chiamo “la terra degli elefanti”, abbiamo girato in moto e a bordo degli elefanti stessi.

Cosa ti ha colpito di più di questa terra e delle persone?

La loro umanità. La loro religione sostiene che se vivono in una condizione di povertà estrema è una specie di punizione per essersi comportati male nella vita precedente, perciò devono comportarsi bene con il prossimo in questa vita, per redimersi.

Raccontaci qualche episodio, la storia di qualche scatto rubato.

Uno degli episodi che ho sentito di più è stata la scena di un bambino che si abbraccia, una goccia di pioggia caduta sulla guancia sembra la striatura di una lacrima, rispecchiava perfettamente il mio stato d’animo malinconico di quel momento, dopo 15 giorni lontano da casa. Sentivo una sensazione di nostalgia attraverso quell’immagine.

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Un’altro episodio toccante è avvenuto in occasione di una visita durante il rito delle cremazioni, ho incontrato un vecchio signore e mi sono seduto in silenzio davanti a lui, ci siamo guardati per 30 minuti, come ci fossimo letti “dentro”. Alla fine con un cenno gli ho chiesto di potergli fare una foto.

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Sono partito nella speranza di incontrare una bambina con degli occhi incredibili da fotografare, una sorta di “bambina afgana” e mi è capitato, durante un tragitto di vedere questa bambina, in braccio alla mamma con degli occhi che parlavano, curiosi, senza paura nè timidezza.

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Hai già pensato alla metà per il prossimo viaggio?

Mi attira moltissimo l’India, e comunque l’Asia, per la sua spiritualità.

Quali sono i fotografi che stimi di più?

Sebastiao Salgado, che scatta sempre in bianco e nero, ed ha girato il mondo.

Steve Mccurry per le sue storie incredibili ed Eugenio Recuenco.

Quali sono le tue ambizioni?

Continuare a viaggiare per far conoscere alle persone luoghi e situazioni che non hanno la possibilità di vedere.

Qual’e’ il tuo sogno nel cassetto?

Non l’ho ancora aperto, ma per ora posso ritenermi molto appagato con quello che faccio. Vivo la vita giorno per giorno.

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Che ve ne pare? Se volete saperne di più: http://francolops.it

 

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